Pomigliano Jazz ha 30 anni e da Lovano a Di Meola è sempre più green

Un tempo dicevi Pomigliano e pensavi agli stabilimenti Fiat. Era un distretto industriale, più che un comune metropolitano di Napoli. Ma le cose cambiano. I destini della fabbrica sono noti, invece lo sono meno, ed è un peccato, quelli di un’eccellenza cresciuta nel tempo, dal 1996. È l’anno in cui Onofrio Piccolo ha partorito un’idea che all’epoca sembra utopia: un festival jazz per portare in provincia i grandi della musica afroamericana.

Trent’anni dopo, quella scommessa è diventata una realtà concreta: Pomigliano Jazz oggi rappresenta un piccolo polo culturale, a dispetto di problemi, lotte con le amministrazioni e con la Regione per garantirsi rispetto e vivibilità.

pomigliano jazz
Joe Lovano feat. Wasilewski trio. Foto: Sam Arfouche

Il programma di quest’anno, itinerante per vocazione, unisce musica e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della Campania. Dal 10 luglio fino al mese di settembre 2025, nelle varie tappe della rassegna arriveranno artisti italiani e internazionali, provenienti da Stati Uniti, Cuba, Argentina, Inghilterra, Spagna, Polonia, Mali.

Il cast è assolutamente importante: Gonzalo Rubalcaba (10 luglio), Joe Lovano (19 luglio), Nubya Garcia (20 luglio)e Al Di Meola (26 luglio)su tutti.

Non solo musica: è anche un viaggio diviso in tre parti che coinvolgerà siti archeologici, aree naturalistiche: l’Anfiteatro romano di Avella, le Basiliche Paleocristiane di Cimitile, l’area del Parco Nazionale del Vesuvio e la Stazione della Circumvesuviana di Pomigliano.

I concerti sono infatti anche l’occasione per scoprire itinerari turistici, i luoghi che li ospitano e lanciare un messaggio importante: Green Jazz è la filosofia adottata dal festival che affianca i concerti a “Roots, territori da scoprire”, cioè percorsi naturalistici, enogastronomici e culturali che valorizzano le risorse meno conosciute del territorio. Pomigliano Jazz ha avviato con Legambiente il percorso di certificazione Ecoevents, rilasciato agli eventi che rispettano determinati standard di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. 

Ma passiamo alla musica: l’esordio è avvenuto con la presentazione di “Gonzalo Rubalcaba for Pino“, album che il musicista cubano ha registrato con una all star band campana: Daniele Sepe, Maria Pia De Vito, Aldo Vigorito, Claudio Romano, Giovanni Francesca e Giovanni Imparato. Lo stesso gruppo ha accompagnato Gonzalo Rubalcaba in una esibizione di alto profilo nonostante un contesto logistico e organizzativo davvero precario. Un concerto evento a cui in autunno si aggiungerà l’album registrato nelle scorse settimane.

La prossima settimana il festival si sposterà alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile: il 19 luglio si esibirà Joe Lovano con il Marcin Wasilewski Trio. È un appuntamento importante per chi voglia conoscere lo stato dell’improvvisazione negli Stati Uniti e il suo rapporto con la musica europea.

Domenica 20 luglio un altro concerto da segnare sul calendario: Nubya Garcia. La sassofonista, compositrice e bandleader londinese si esibirà con il suo quartetto. Riconosciuta come una delle principali esponenti della scena jazz britannica, Nubya Garcia è un’artista difficile da classificare: nel suo suono si fondono jazz, musica classica, dub, r&b, sonorità afro-caraibiche e broken beat.

Infine il Vesuvio: il 26 luglio arriverà sul Gran Cono del vulcano Al Di Meola, una delle grandi chitarre del panorama jazz degli ultimi 50 anni. In un set acustico che si preannuncia un must, il chitarrista, compositore e produttore statunitense presenterà le ultime produzioni, sonorità latin e mediterranee e alcune sorprese legate al suo amore per Napoli. 

Il festival proseguirà poi con il polistrumentista maliano Kalifa Kone (27 luglio), il dialogo tra Javier Girotto Francesco Nastro (2 agosto).

A settembre poi, per la seconda parte dell’edizione 2025, la stazione EAV di Pomigliano D’Arco diventerà uno spazio dedicato alla creatività con concerti, dj set, mostre, incontri e performance artistiche. Insomma, suoni senza confini.

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